E Johnny prese il fucile – Giornata di incontro per i volontari

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Dopo essere stato un romanzo nel 1938 e un film nel 1971, “E Johnny prese il fucile”, opera antimilitarista dello scrittore e sceneggiatore Dalton Trumbo, si trasforma in radiodramma teatrale, approdando all’Alfa Teatro di Torino mercoledì 14 dicembre – dalle 14,30 alle 18,30 – per una giornata di incontro aperta ai volontari degli enti aderenti al Tesc.

Un’opera unica e originale che trasforma il teatro, per l’occasione, in uno studio di registrazione in cui tutti gli spettatori ascoltano in cuffia la diretta dell’allestimento.

“Il protagonista è un soldato” spiega il regista dell’adattamento Sergio Ferrentino, ” uno dei milioni di giovani portati ad uccidere altri giovani. Ma quelli che hanno letto il libro o visto il film sanno che lui pensa ostinatamente dall’interno della sua detenzione corporea. Tutto il libro si muove e vive sui suoi pensieri di morte o di vita, solo pensieri con qualche ricordo della fidanzata, del padre, della madre… e poco altro. Dal punto di vista teatrale si può intuire un dolorosissimo monologo… ma dal punto di vista radiofonico entrano nel campo acustico i suoni, gli effetti e i tre livelli di recitazione su cui è impostato tutto l’adattamento.

Perché tre livelli? E quali sono? Pensare, sognare, ricordare. Tre impostazioni diverse per narrare, intrecciate tra loro ma con caratteristiche acustiche saldamente separate dalla storia e dall’uso della voce.
Pensare per parlare a noi stessi delle paure senza mediazioni. I sogni, immagini e desideri fuori controllo che si possono trasformare in incubi. I ricordi setacciati, quasi sempre positivi, sui quali s’inseriscono, scompostamente, quelli dolorosi. Alla voce si affianca la tecnica binaurale che si dedica a sottolineare, alimentare e amplificare gli effetti e i suoni che narrano insieme alla parola e alle musiche originali, rendendo quasi obbligatorio l’uso delle cuffie per l’ascolto del radiodramma. Tre voci, quindi, laceranti e lacerate dello stesso attore che servono a denunciare gli orrori della guerra”.

Per saperne di più:

www.fonderiamercury.it

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